Centro Studi – Memorial Corazzata Roma
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Perché l’associazione degli italiani a Menorca
Siamo nati da poco tempo e vorremmo farci conoscere dai connazionali sparsi nell’isola.
La storia di quest’avventura è cominciata nel 1990, quando con la mia compagna, orfana di un disperso della Corazzata Roma, con una barca a vela, che era la nostra casa da alcuni anni, siamo approdati a Mahon provenienti dalla Sardegna.
Avevamo una vaga notizia che a Mahon esisteva qualcosa circa i naufraghi della Roma, ma niente di preciso e nessun particolare a proposito. Dopo aver girovagato nell’arcipelago delle Baleari, decidemmo di tornare a Menorca per svernare e questo facemmo per un paio d’anni, fino a quando pensammo di fermarci definitivamente nell’isola.
Un amico menorchino ci aveva confermato l’esistenza di un Mausoleo dedicato ad alcuni caduti italiani. Fu nel 1992, in occasione della venuta a Mahon della nave militare italiana Cassiopea, quando accompagnando una rappresentanza del suo equipaggio a rendere omaggio ai Caduti nel Cimitero di Mahon, scoprimmo che quel Mausoleo era per i marinai della Roma e cominciammo a partecipare puntualmente ogni anno il 2 novembre alla cerimonia di commemorazione dei caduti, in compagnia delle Autorità Militari spagnole e all’aggregato alla Difesa italiano presso l’Ambasciata di Madrid.
Non siamo in tanti a quella cerimonia, perchè la maggior parte dei connazionali che vivono qui, non sanno nulla di questa storia che ora si può leggere nel bellissimo libro di Giuliano Marenco “Le Navi Italiane Internate alle Baleari dopo L’8 Settembre”, uscito in Italia in agosto del 2009 e sul sito: www.regianaveroma.org.
Da qualche anno, un gruppo di persone di varie nazionalità, che vive a Menorca, guidati dal dinamico generale, già capo di Stato Maggiore dell’Esercito spagnolo, Luis Alejandre Sintes, ha cominciato, lavorando volontariamente, il recupero fisico dell’Isla del Rey o Isla de l’Hospital che si trova nel centro del porto di Mahon, dove nel 1711 gli Inglesi, che allora occupavano Menorca avevano costruito l’Ospedale Navale per la loro Flotta che incrociava nel Mediterraneo. Il complesso era stato smesso come Ospedale, dall’Esercito spagnolo nel 1964 e da allora era diventato un ricettacolo di tutto, inclusi vandali e predoni.
Fu in quell’antico, vetusto complesso che il 10 di settembre del 1943 arrivarono e furono ricoverati i marinai della Roma, i più, bruciati orrendamente, alcuni arrivarono morti, altri morirono nonostante le cure, altri dopo le prime cure furono trasferiti per essere curati meglio altrove, come capitò al tenente di vascello Agostino Incisa della Rocchetta, aurore di: “L’ultima Missione della Corazzata Roma” un ottimo libro sulla vicenda. Le quattro navi, l’Attilio Regolo, il Carabiniere, il Mitragliere, il Fuciliere, che avevano recuperato e portato i naufraghi, rimasero internate in porto per sedici mesi, fino al 15 gennaio del 1945, quando l’abile Comandante Capo Squadriglia, il Capitano di Vascello Giuseppe Marini, riportò in Patria le navi e i suoi uomini.
Altre tre navi, l’Orsa, l’Impetuoso e il Pegaso, andarono a Mallorca con altro carico di feriti e naufraghi e la loro storia fu diversa, perché sia il Pegaso che l’Impetuoso si autoaffondarono nel canale di Menorca, davanti alla baia di Pollença e l’Orsa rimase internata nel porto di Palma.
Quando un amico tedesco, ironia della sorte, ci condusse all’Isola del Rey una domenica mattina, facendo la visita, accompagnati da una guida che ci raccontava la storia di quei luoghi, passando in quelle camerate che avevano accolto i nostri marinai, provammo una grande commozione.
Arrivammo poi in una serie di saloni, alcuni dei quali già restaurati e destinati a varie esposizioni. In quella dell’ordine dei medici avevano raccolto tante attrezzature usate in chirurgia in tempi passati. In uno di questi saloni c’era una targhetta provvisoria che diceva : “Memorial Acorazado Roma”. Parlando col Generale Alejandre, capimmo che quell’idea era l’espressione della sensibilità della gente di Menorca che non aveva dimenticato quei “marinos italianos” che avevano imparato ad amare e ad apprezzare nel periodo che avevano trascorso insieme.
Fu allora che ci sentimmo in dovere di fare la nostra parte, prendendoci cura della loro memoria, progettando l’associazione degli italiani, l’allestimento della “Sala Roma” e la ricerca di persone e di notizie relative a quegli uomini, dando vita al Centro Ricerche e Documentazione sui fatti riferibili alla Regia Marina italiana nella Seconda Guerra Mondiale. Ne parlammo con alcuni connazionali e così nacque la “Familia Italiana en Menorca- Centro Cultural y Social de la Comunidad Italiana-”.
In questo periodo siamo impegnati nella ricerca di fotografie, modelli delle navi, foto di membri dell’equipaggio, cimeli e racconti sull’odissea di quegli uomini. È un lavoro difficile, dato il tempo trascorso, ma i risultati sono incoraggianti.
Naturalmente l’Associazione è anche un centro per lo sviluppo della conoscenza reciproca, per favorire l’integrazione culturale e sociale mediante iniziative come: una biblioteca in lingua italiana, eventi culturali, presentando filmati, notiziari informativi ad uso dei turisti italiani che vengono a trovarci, e notiziari per quelli che vivono qui. Il successo di questa iniziativa, dipenderà dalle adesioni di connazionali, amici e dagli aiuti che ci potranno venire dalle istituzioni, viste le finalità del nostro sodalizio, il solo esistente nell’isola di Menorca.
Questa è la nostra storia e per riuscire nei nostri obiettivi, abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, per questo invitiamo quelli che vogliono, non solo italiani, a unirsi a noi e partecipare a questa aventura.