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	<title>Familia Italiana en Menorca &#187; Italiani illustri</title>
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	<description>Centro cultural y social de la comunidad italiana</description>
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		<title>Fortuna Novella &#8220;Mamma Mahón&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 07:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani illustri]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella di Fortuna Novella è una storia di guerra, di amor patrio e di umanità. Era nata a Carloforte nell’isola di San Pietro a Sud-Ovest della Sardegna il 25 settembre del 1880. La sua famiglia di armatori di barche per la pesca del corallo, proveniva da Santa Margherita Ligure. I suoi nonni Paterni Antonio Novella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella di <strong>Fortuna Novella</strong> è una storia di guerra, di amor patrio e di umanità.</p>
<div id="attachment_1049" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-1049" title="Fortuna Novella 1923" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/07/novella_1923.jpg" alt="Fortuna Novella 1923" width="200" height="302" /><p class="wp-caption-text">Fortuna Novella 1923</p></div>
<p>Era nata a Carloforte nell’isola di San Pietro a Sud-Ovest della Sardegna il 25 settembre del 1880. La sua famiglia di armatori di barche per la pesca del corallo, proveniva da Santa Margherita Ligure. I suoi nonni Paterni Antonio Novella e Fortuna Brighetto si erano trasferiti a Carloforte nel 1793 per  pescare corallo.</p>
<div id="attachment_1038" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1038" title="casa natale di Fortuna Novella sulla sinistra" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/07/casa-natale-di-Fortuna-Novella-sulla-sinistra.jpg" alt="casa natale di Fortuna Novella sulla sinistra" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">casa natale di Fortuna Novella sulla sinistra</p></div>
<p>Si era sposata a Minorca l’8 maggio 1902 con un ricco commerciante spagnolo, Antonio Riudavetz, a Mahón ed era l’unica italiana residente nell’isola all’arrivo delle navi con i naufraghi della Roma.</p>
<p>Vive in una grande casa che guarda il mare in  Plaza del Retiro al numero 31, dove rimane anche dopo la morte del marito avvenuta qualche anno prima del 1943.</p>
<p>La mattina del 10 settembre del 43, la notizia dell’arrivo in Porto di quattro navi da guerra italiane, cariche di naufraghi, ignudi, feriti e morti, si diffuse immediatamente tra gli abitanti di Mahón, soprattutto perché, come ci dicono i vecchi ancora oggi:</p>
<blockquote><p>&#8220;Todo el Puerto olia a carne quemada”</p></blockquote>
<p>,si sentiva per tutto il porto odore di carne bruciata, che durò per diversi giorni.</p>
<div id="attachment_1039" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1039" title="la sua stella al merito" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/07/la-sua-stella-al-merito.jpg" alt="la sua stella al merito" width="300" height="284" /><p class="wp-caption-text">la sua stella al merito</p></div>
<p>Resasi conto della situazione in cui si trovavano quei suoi connazionali, si precipitò immediatamente al porto dove, come vice console onorario d’Italia, si attivò immediatamente per portare assistenza in tutti i modi possibili.</p>
<p>Sfruttando le sue conoscenze si prodigò per ottenere ogni genere di aiuto, mettendo a disposizione anche le sue risorse personali per alleviare le sofferenze di quei poveri giovani marinai, metà dei quali, erano orrendamente bruciati.</p>
<p>Dei 620 sopravvissuti della Roma, giunti a Mahón, 284 ebbero bisogno di cure mediche e furono portati all’Ospedale dell’Isola del Rey, nel centro del porto. Gli altri furono sistemati molto sommariamente, senza neppure un giaciglio di paglia, in un capannone alla Base Navale della Marina spagnola, mentre le quattro navi dei loro salvatori che li avevano portati a Mahón, rimasero internate in porto, praticamente sequestrate per l6 lunghi e angosciosi mesi.</p>
<div id="attachment_1046" class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-1046" title="attestato dell'onorificenza al merito" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/07/attestato-dellonorificenza-al-merito.jpg" alt="attestato dell'onorificenza al merito" width="550" height="722" /><p class="wp-caption-text">attestato dell&#39;onorificenza al merito</p></div>
<p>In totale tra salvati e salvatori, arrivarono in Porto circa 1800 italiani che per la signora Fortuna, vedova senza prole di 63 anni, divennero come i suoi figli. Da allora la sua casa rimase costantemente aperta per quei giovani che tutti, con grande senso di affetto e riconoscenza, la chiamavano Mamma Mahón.</p>
<div id="attachment_1050" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img class="size-full wp-image-1050" title="Fortuna Novella 1952 davanti alla fontana di Trevi a Roma ospite della Marina" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/07/novella_1952-davanti-alla-fontana-di-Trevi-a-Roma-ospite-della-Marina.jpg" alt="Fortuna Novella 1952 davanti alla fontana di Trevi a Roma ospite della Marina" width="200" height="271" /><p class="wp-caption-text">Fortuna Novella 1952 davanti alla fontana di Trevi a Roma ospite della Marina</p></div>
<p>Dopo il rientro in Italia delle navi con i suoi ragazzi, Fortuna Novella non dimenticherà mai i 26 caduti della corazzata Roma, gli unici che riposano in un cimitero, quello di Mahón.</p>
<div id="attachment_1047" class="wp-caption aligncenter" style="width: 411px"><img class="size-full wp-image-1047" title="benedizione banchina calata Fortuna Novella" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/07/benedizione-banchina-calata-Fortuna-Novella.jpg" alt="benedizione banchina calata Fortuna Novella" width="401" height="407" /><p class="wp-caption-text">benedizione banchina calata Fortuna Novella</p></div>
<p>Si prenderà cura, ponendo su ognuna di quelle croci il nome del defunto e non facendo mai mancare un fiore e una preghiera.</p>
<p>Nel 1950, dopo sette anni dalla sepoltura, la Marina Militare Italiana farà erigere un Mausoleo per onorare quei caduti e con essi tutti quelli che riposano nelle profondità del mare di Sardegna in quel sarcofago di acciaio che è il relitto della Roma.</p>
<p>Il monumento marmoreo è opera dello scultore italiano Armando D’Abrusco e “Mamma Mahón” partecipa con altre persone volontarie di Mahón, alla ricomposizione dei resti di quei caduti nei nuovi sepolcri di marmo.</p>
<div id="attachment_1051" class="wp-caption aligncenter" style="width: 503px"><img class="size-full wp-image-1051" title="Fortuna Novella in viaggio per Roma" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/07/lfortuna-novella-in-viaggio-per-Roma.jpg" alt="Fortuna Novella in viaggio per Roma" width="493" height="433" /><p class="wp-caption-text">Fortuna Novella in viaggio per Roma</p></div>
<p>Il 29 settembre del 1950, all’inaugurazione del Monumento, gli ufficiali venuti dall’Italia per l’occasione, vedono in quella piccola donna avanti negli anni, di cui hanno sentito tanto parlare in Patria, una persona gigantesca per la sua grande statura morale. L’ammiraglio Ferrante Capponi lo conferma pubblicamente dicendo testualmente:</p>
<blockquote><p>“Vi è una persona in Mahón alla quale noi dobbiamo molta gratitudine, la signora Fortuna Novella. Essa ha svolto in passato una preziosa opera di assistenza ai nostri equipaggi e dimostra tuttora verso i caduti che sono qui sepolti una cura pia ed amorevole della quale è soltanto capace un’anima nobile e generosa, mossa da amor patrio e carità cristiana”.</p></blockquote>
<p>Il 20 settembre del 1952 è invitata, ospite della Marina Militare Italiana ed è accolta con tutti gli onori. Sarà ricevuta anche in udienza privata dal Papa Pio XIIº.</p>
<p>Anche il suo paese natale, Carloforte, gli tributa onori e riconoscimenti.</p>
<p>Il 30 luglio del 1953 viene convocata a Roma per ricevere dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi la Stella della Solidarietà Italiana di prima classe.</p>
<p>Dicono di lei:</p>
<blockquote><p>&#8220;… Non aveva nulla di notevole a parte l’azzurro intenso degli occhi, ma emanava qualcosa che andava ben al di là della sua minuta e fragile figura, qualcosa di sincero. Come il sentore genuino dell’aria di casa, quello che circonda di solito una madre!&#8221;</p></blockquote>
<p>Chiama quei giovani marinai:</p>
<blockquote><p>“Compatrioti, cari, amati, carissimi figlioli” ed è stata per loro e per sempre <strong>“Mamma Mahón”</strong>, colei che li riconnette alla vita!&#8221;</p></blockquote>
<p>La sua cura per quei giovani caduti dura costantemente per il resto di tutta la sua vita che si concluderà a Mahón il 26 di giugno del 1970 all’età di 89 anni, in quella casa in Piazza del Ritiro 31 dove i naufraghi della Roma avevano avuto conforto e aiuto.</p>
<div id="attachment_1034" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1034" title="baciamano a Fortuna Novella di uno dei suiu marinai" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/07/baciamano-a-Fortuna-Novella-di-uno-dei-suiu-marinai.jpg" alt="baciamano a Fortuna Novella di uno dei suiu marinai" width="300" height="238" /><p class="wp-caption-text">baciamano a Fortuna Novella di uno dei suiu marinai</p></div>
<p>Il 25 aprile 2001 a Carloforte, il Comune e la Capitaneria di Porto rendono un ultimo omaggio a <strong>Fortuna Novella</strong>. Una solenne cerimonia, per intitolare al suo nome una nuova banchina del Porto. La “Calata Fortuna Novella &#8211; Mamma Mahón&#8221;.</p>
<div id="attachment_1041" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1041" title=" " src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/07/DSC06001-300x225.jpg" alt=" " width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>L’avventura che la signora <strong>Fortuna Novella</strong> ha vissuto in quei tragici momenti di guerra,  le sue azioni e il suo impegno, spontaneo e straordinariamente generoso, le hanno consegnato il diritto di appartenere  al ristretto gruppo degli italiani illustri di Minorca e come tale siamo orgogliosi di essere suoi connazionali.</p>
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		<title>Dall’Italia quattro generazioni di fotografi in Mahon Gli Sturla</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani illustri]]></category>

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		<description><![CDATA[Visitando Mahon, non si può non imbattersi in uno studio di fotografia che si incontra nella piazzetta della Chiesa del Carmen, all’angolo tra il  Carrer del Nord e la fine della zona pedonale di S’Arravaleta. Entrando nel negozio, c’è sempre un gran via vai di gente che entra per le più  svariate ragioni: le fotografie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visitando Mahon, non si può non imbattersi in uno studio di fotografia che si incontra nella piazzetta della Chiesa del Carmen, all’angolo tra il  Carrer del Nord e la fine della zona pedonale di S’Arravaleta.</p>
<p>Entrando nel negozio, c’è sempre un gran via vai di gente che entra per le più  svariate ragioni: le fotografie formato tessera per i documenti, la riproduzione di fotografie ingrandite, le foto dei matrimoni e degli avvenimenti pubblici importanti, le fotocopie di documenti e l’invio di fax, la ricerca d’immagini di ogni genere nell’archivio centenario dello studio.</p>
<p>È questa la grande particolarità di questo studio che è nato nel 1901 ad opera di Francesco Sturla, un fotografo Ligure arrivato a Menorca non si sa come e perché alla fine del diciannovesimo secolo.</p>
<p>Come è successo a molti altri italiani, il signor Francesco rimase impigliato nella rete di qualche bellezza locale a Mahon e impiantò uno studio fotografico nella Calle del General Sanjusto l’attuale Camì de Es Castell. A lui successe il figlio Juan, nato a Mahon che a sua volta ebbe tre figli: Francisco, Maria Pilar e Eugenia. Juan trasferì lo studio nell’attuale sede dove è attiva da oltre settant’anni.</p>
<p>Il figlio Francisco, per tutti Xiscu, continua l’opera del padre a sua volta affiancato anche lui dai figli, Paco e Miriam, due dei suoi tre figli che hanno introdotto nella ditta le tecnologie moderne della fotografia digitale e degli effetti speciali con i computers; la terza figlia Lara ha scelto una strada professionale diversa.</p>
<p>Da più di un secolo gli Sturla sono la memoria storica visiva di tutti gli avvenimenti personali e collettivi della vita di quest’Isola e in particolare della Città di Mahon. Una parte della loro collezione è ben rappresentata nel libro: “Menorca record d’un temps” edito nel 2005 dagli stessi Fotos Sturla e Triangle Postals S.L. di Barcelona.</p>
<p>Un augurio al giovane Paco, l’ultimo Francesco della famiglia, di avere a sua volta un altro figlio che continui la quinta generazione degli Sturla, in questa bellissima cavalcata nel tempo di una  famiglia di fotografi di origine italiana.</p>
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		<title>Italiani e il teatro di Mahón</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani illustri]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovanni Palagi fiorentino, presenta nel maggio del 1829 il progetto che è accolto. Prima del 1810 non si disponeva in Mahon di un edificio pubblico destinato a teatro. Si ha notizia di qualche rappresentazione amatoriale in case private. Nel 1809 il governo elargì la caserma dei dragoni detta: “torre rodona o cuartel des dragones” alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanni Palagi fiorentino, presenta nel maggio del 1829 il progetto che è accolto.</p>
<p>Prima del 1810 non si disponeva in Mahon di un edificio pubblico destinato a teatro. Si ha notizia di qualche rappresentazione amatoriale in case private.</p>
<p>Nel 1809 il governo elargì la caserma dei dragoni detta: “torre rodona o cuartel des dragones” alla Casa della Misericordia di Mahon per realizzare il progetto di una sala per il ballo pubblico e un teatro dal quale poter ricavare sufficienti benefici per soccorrere non solo i poveri infelici che albergavano in quel momento in detto istituto, ma poterne ampliare il numero con grande beneficio di questa città.</p>
<p>Il dodici di agosto del 1813 la Casa della Misericordia, incarica il maestro muratore Don Ildefonso Hernandez della costruzione della facciata o frontespizio per il prezzo di 468 lire con l’obbligo di darlo per terminato secondo il piano e le condizioni nel termine di tre mesi.</p>
<p>All’inizio de 1814 era già terminato il nuovo edificio e pronto per essere aperto al pubblico. Delle opere progettate solo erano state ultimate le infrastrutture e la sala per il ballo, ma non la struttura del teatro.</p>
<p>Il 17 gennaio del 1814 si celebrò il primo ballo in maschera a beneficio della Misericordia, così lo riporta il cronista Mahonese D. Juan Roca Vinent nel suo “Diari de Maò”.</p>
<p>Durante l’anno 1815 il maestro carpentiere D. Pedro Antonio Femenias su richiesta dei direttori della casa della Misericordia, costruì a sue spese nel nuovo salone da ballo un teatro provvisorio.</p>
<p>All’inizio del 1816 era pronto per essere utilizzato e si ha conferma dalla richiesta alle autorità del permesso per poter rappresentare nel teatro della città la tragedia del martirio di San Narciso durante la Quaresima. Si richiede inoltre di poter costituire una società di attori, raccolti da una anteriore compagnia con l’integrazione di nuovi elementi tra cui due esponenti della “clase femenina”.</p>
<p>Già dal 1819 si trovava in Mahon dirigendo una compagnia d’opera italiana, Giovanni Palagi, fiorentino, letterato, cantante  e architetto dotato di uno spirito organizzatore di prima grandezza.</p>
<p>Uomo dotto in materia, comprese subito che con le dimensioni così ridotte del teatro, non era possibile rappresentare le opere liriche italiane e vedendo sicuro l’affare con la costruzione di un nuovo teatro, propose la sua idea ai dirigenti della Casa della Misericordia e il 18 maggio del 1829 presentò un progetto di ricostruzione del teatro esistente che fu accolto.</p>
<p>Il 15 di dicembre del 1829, dopo sei mesi dall’inizio della riedificazione. si apriva al pubblico il nuovo teatro. Durante la prima stagione, 1829-1830 si rappresentarono tra le altre produzioni: Caritea, Regina di Spagna, di Mercadante, Zelmira di Rossini e Il Falegname di Livonia di Donizzetti.</p>
<p>Della compagnia diretta dal signor Palagi stesso, facevano parte i cantanti Angiolina Corri Rossi, Carlotta Inselvini, Angelica Mechelessi e Giovanni Rossi, Luigi Fantini. Ismaele Guaita, Giuseppe Salas e Luigi Tasso.</p>
<p>Il nuovo teatro che è ultimato il 14 dicembre del 1829 sulle ceneri dell’antico, è più grande del precedente e può contenere circa trecento persone. Si dice che è da cinque a sette palmi (1 palmo è circa 25 cm.) più grande di quello di Palma de Mallorca la capitale dell’arcipelago.</p>
<p>Nel 1944, quando Mahon era piena di marinai delle navi da guerra italiane, la compagnia d’Opera diretta dal Maestro Sabater ha rappresentato nel teatro di Mahon le opere: IL TROVATORE, RIGOLETTO, CARMEN, IL BARBIERE DI SIVIGLIA e AIDA per un totale di cinque recite.</p>
<p>I cantanti erano:</p>
<ul>
<li>Soprani: Carmen Garcia, Maria Greus e Maria Madurell.</li>
</ul>
<ul>
<li> Mezzo soprani: Angela Rossigni e Teresa Ward.</li>
</ul>
<ul>
<li> Tenori: Cristobal Altube e Miguel Maurel.</li>
</ul>
<ul>
<li> Baritono: Raimondo Torres.</li>
</ul>
<ul>
<li> Basso: Luigi Corbella e Canuto Sabat.</li>
</ul>
<ul>
<li> Coro: sedici membri.</li>
</ul>
<ul>
<li> Orchestra del Teatro rinforzata con dodici professori d’orchestra venuti da Barcellona.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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