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	<title>Familia Italiana en Menorca &#187; Isla del Rey</title>
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	<description>Centro cultural y social de la comunidad italiana</description>
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		<title>La piccola isola del Rey, museo della memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 05:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ettore Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Isla del Rey]]></category>

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		<description><![CDATA[Una visita piena di suggestioni. Nelle acque antistanti il lunghissimo porto di Mahon, nell’isola di Menorca alle Baleares, c’è una crosta di roccia e terriccio chiamata Isla del Rey dove è ubicato un ampio e antico fabbricato formato da molti stanzoni a volta ellittica, adibito un tempo ad Ospedale Navale. Era destinato ad accogliere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Una visita piena di suggestioni.</h2>
<p>Nelle acque antistanti il lunghissimo porto di Mahon, nell’isola di Menorca alle Baleares, c’è una crosta di roccia e terriccio chiamata Isla del Rey dove è ubicato un ampio e antico fabbricato formato da molti stanzoni a volta ellittica, adibito un tempo ad Ospedale Navale. Era destinato ad accogliere e dare conforto alle tante, troppe vittime delle infinite guerre che si susseguivano in Europa e che si espandevano a macchia d’olio su tutto il pianeta. Con una tenace opera di volontariato che va avanti dall’anno 2004, attraverso la Fundación de la Isla del Rey, si sta cercando di recuperarlo ed è anche possibile rendersi conto di cosa accade ogni settimana su questo singolare isolotto adagiato alla fonda a poca distanza dal centro abitato.</p>
<p>Se si apre il sito <a href="http://www.islahospitalmenorca.org">www.islahospitalmenorca.org</a>, nella barra di navigazione della homepage, si accede al link fotografico e subito ci si rende partecipi di quel che avviene puntualmente ogni domenica mattina. Vengono traghettati con un gommone gruppi di visitatori che insieme ai responsabili della Fundación  trovano accoglienza nelle stanze dove sono in corso i lavori di manutenzione e nei recinti all’aperto dove si piantano nuovi alberi e si provvede a ripulire prati e aiuole invasi dalla vegetazione selvaggia. È tutto un proliferare di braccia appartenenti alle varie professioni, dalle attività casalinghe e artigianali a quelle culturali ed a riposo che in una spontanea comunità d’intenti cercano di ridare dignità e decoro ad una struttura muraria fatiscente ed abbandonata, testimone tangibile di storie dolorose legate alle utopiche frustrazioni e ai deliri di conquista degli uomini di potere.</p>
<p>Si raccoglie svariato materiale, si ripuliscono o si restaurano pareti, finestre, porte e oggetti per cercare di ridare una nuova identità ai luoghi di una memoria che ha bisogno di essere ricomposta e riannodata, come se il tempo avesse voluto interrompere una densa pagina di calamità incancellabili. In una di queste sale ha ripreso forma e splendore la piccola Cappella con una acquasantiera ed un altare di pietra sovrastato dalla piccola statua della Madonna; ai lati ha la rara prerogativa di essere affiancata da due luminose finestre che si affacciano direttamente sul mare, non un mare aperto, minaccioso e imprevedibile, ma un sottile affluente insinuatosi in un budello riparato dai venti dove una mano misericordiosa volle adagiare un’oasi di accoglienza per tutti i naufraghi delle tempeste belliche. Un’altra stanza doveva servire da sala operatoria e ambulatorio, ed ora si possono già vedere una serie di attrezzi nelle teche e tutto ciò che occorreva per prestare le prime cure a chi ne aveva bisogno. Un lavoro paziente, capillare, prezioso quanto impegnativo che deve poter essere organizzato in modo funzionale, come sta avvenendo per un’altra sede che ospita un altro significativo evento. Ha già il suo nome, lo hanno chiamato il museo della corazzata “Roma”, il cui tragico destino trova il suo epilogo proprio su questa zattera di salvataggio, sulla piccola isola della grande isola, in spagnolo è l’isla del Rey dell’isla di Menorca. Una strana coincidenza salta fuori anche per la  località dove la nave fu colpita ed affondata, nell’isola dell’Asinara dell’isola della Sardegna, un’altra isola dell’isola. Un  gemellaggio di terre nelle acque del Mediterraneo per una storia ampiamente documentata in libri e numerosi websiti Internet. In questa sala dell’Hospital dove campeggia un tricolore italiano sono stati montati dei pannelli a fisarmonica con le fotografie d’epoca in bianco e nero che danno conto dell’imponenza della nave da guerra, e per rammentare il volto dell’ammiraglio Bergamini che ne era il maggiore responsabile, perito insieme ai suoi uomini. Sono anche ricordati alcuni dei superstiti che furono recuperati e trasferiti sull’isolotto e che, ad eccezione di pochissimi sopravvissuti, col passare degli anni sono andati a raggiungere i loro compagni nelle lontane dimore ultraterrene.</p>
<p>A perenne ricordo dei marinai italiani caduti per una crudele beffa del destino il giorno successivo alla data di armistizio, è stato eretto a suo tempo un sacrario nel cimitero di Mahon, dove è possibile portare un fiore per onorare tutti coloro la cui unica colpa era quella di rispettare l’impegno di un giuramento prestato per difendere le sorti di un Paese in guerra. Le analisi storiche hanno fatto il loro corso e stabilito il cumulo di responsabilità, ma per chi si è ritrovato coinvolto in una drammatica avventura come quella della “Roma”, una nave che non aveva ancora sparato neppure un colpo alla fine di un rovinoso conflitto mondiale, è legittimo che riceva lo stesso rispetto ed uguale riconoscimento in un ambito museale non poi così lontano dalla propria Patria. E non si può che condividere la meritoria iniziativa di ridare vigore e lustro ad un edificio così significativo per la fratellanza dei popoli, di come sia vera la passione che potremmo definire &lt;&lt;amorosa&gt;&gt; con cui gli amici spagnoli abbracciano idealmente tutti coloro che intendono far parte di una nutrita schiera di cittadini il cui obiettivo comune non può che essere quello di riunire forze e ideali per continuare a coltivare e trasmettere il prezioso seme del patto di convivenza civile e pacifico e del dialogo che è necessario incoraggiare pensando alle future generazioni che su quest’isola si troveranno ad approdare.</p>
<p>Il museo della corazzata “Roma”, questa traumatica pagina di storia italiana in terra spagnola finalmente ricostruita attraverso una vasta documentazione e numerose testimonianze, deve servire a fornire una profonda riflessione, deve rappresentare una sorta di faro sempre acceso, di bussola orientativa per un potere che sappia essere davvero al servizio di tutti i cittadini e del loro benessere condiviso, al di là delle rispettive fedi religiose, laiche e politiche, che sappia fare tesoro del sacrificio di tante vite umane, anche se, è doloroso ammetterlo, l’ineluttabilità della guerra non si riuscirà mai a sconfiggerla definitivamente, non si riuscirà mai a destinarla nelle discariche dell’oblio. Sperare è legittimo e non significa solo guardare avanti con ottimismo, ma soprattutto guardare indietro per vedere come sia possibile configurare quel passato che ci abita, con tutte le sue infinite sofferenze, per giocarlo in vista di possibilità a venire dense di ben altri significati esistenziali. Custodendo il passato abbiamo bisogno di dischiudere altri sensi ed altri orizzonti che non siano solo quelle notti buie ed enigmatiche dei nostri avi racchiuse in un museo.</p>
<p>Gettando lo sguardo al di là di quelle finestre dell’Oratorio sentiamo ancor di più vibrare nei nostri cuori il richiamo alla ragione senza il quale non si garantisce un indomani che sia giorno e poi ancora giorno con i suoi rintocchi di pace e democrazia, con la sua voglia di considerare la vita unica, sacra e inviolabile.</p>
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		<title>Inaugurazione della Sala Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 08:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Isla del Rey]]></category>

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		<description><![CDATA[Un grande avvenimento per noi nel 2008 Il 10 e 11 di settembre del 2008 a Mahon ( Isole Baleari) si è celebrato il sessantacinquesimo anniversario dell’affondamento della Corazzata Roma. In una sala dell’antico Ospedale Militare, dove furono ricoverati i nostri marinai,  è sorto l’unico Museo esistente al mondo sulla vicenda della Corazzata Roma  e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Un grande avvenimento per noi nel 2008</h2>
<p>Il 10 e 11 di settembre del 2008 a Mahon ( Isole Baleari) si è celebrato il sessantacinquesimo anniversario dell’affondamento della Corazzata Roma.</p>
<p>In una sala dell’antico Ospedale Militare, dove furono ricoverati i nostri marinai,  è sorto l’unico Museo esistente al mondo sulla vicenda della Corazzata Roma  e dei suoi uomini che è stato inaugurato ufficialmente dal sopravvissuto Dante Batoli ottantacinquenne ex elettricista della Roma, alla presenza di autorità civili,  militari spagnole e  famigliari dei naufraghi giunti dall’Italia per l’occasione.</p>
<p>Particolarmente gradita tra gli ospiti spagnoli, la presenza di un Sacerdote, Don Vicente Macian, che ha celebrato la Messa per i Caduti della Roma e che nel settembre del 43, giovanissimo seminarista, aveva preso parte al funerale dei ventisei nostri marinai, unici sepolti nel Cimitero di Mahon, gli altri sono tutti nel sacrario in fondo al mare dell’Asinara. Altra presenza particolarmente cara, quella di Suor Demetria Bragado Medina, l’ultima rappresentante ancora in vita di quella comunità di Suore “Figlie della Carità”, che si prodigarono, senza risparmio, nelle cure e nel conforto dei nostri feriti.</p>
<p>In quest’occasione particolare, vogliamo ringraziare tutti gli amici che in ogni modo ci hanno aiutato a realizzare questo desiderio, a cominciare da quelli della Lega Navale di Porto Torres (Sardegna) per il regalo di un artistico leggio in granito della terra più vicina al luogo dell’affondamento, dove è collocato il libro con i nomi di tutti i Caduti della Roma, insieme alla Bandiera del Comune di Porto Torres ed a quelle dei Comuni di Genova e di San Remo in segno di omaggio delle Regioni italiane che hanno dato uomini alla Roma.</p>
<p>Approfittiamo  per lanciare un appello a tutti i Comuni o Regioni che hanno avuto tra i loro concittadini uomini che sono stati sulla Roma, affinché ci facciano avere le loro Bandiere che avremo cura di esporre, come loro testimonianza e omaggio perenne ai propri Caduti.</p>
<p>Hanno visitato e apprezzato, in anteprima il Museo della Roma e l’intero complesso, in questo periodo, in fase avanzata di restauro, i comandanti: Capitani di Fregata  Giovanni Schiavoni e Roberto Bottazzi Schenone con gli equipaggi dei loro velieri scuola “Stella Polare” e “Capricia” dell’Accademia Navale di Livorno, presenti sull’Isola per partecipare alle regate della Coppa del Rey per barche d’epoca, donando al Museo le insegne delle loro navi.</p>
<p>Già il 30 di  agosto, una settimana prima dell’inaugurazione, abbiamo avuto l’onore di una visita particolarmente importante. Sua Maestà il Re di Spagna, Don Juan Carlos Iº è venuto a vedere di persona lo stato dei lavori che il nostro gruppo di volontari guidati dal Generale Luis Alejandre Sintes, presidente della Fondazione “Amici dell’Isola dell’Ospedale”, sta realizzando per recuperare e rendere nuovamente utilizzabile l’antica struttura, che nel prossimo 2011 compirà 300 anni.</p>
<p>Visitando la Sala dedicata alla corazzata Roma, il Re ha voluto conoscere nel dettaglio la storia di quel tragico avvenimento, che è rappresentata attraverso le fotografie esposte. In fine ha firmato il libro d’onore e si è congratulato per l’attività che la colonia degli italiani di Menorca svolge per mantenere viva la memoria di quei tragici avvenimenti  della storia del nostro Paese.</p>
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		<title>Anche a Menorca si commemorano i Caduti della Corazzata Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Sep 2007 16:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Isla del Rey]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa domenica 16 di settembre 2007, è una giornata particolare per noi dell’isola del Rey, perché nella Cappella cattolica intitolata a San Carlo Borromeo, per la prima volta, dopo il restauro totale della parte strutturale, si è celebrata la Messa, in una sala che ancora mostra i segni di coloro che in tempi recenti si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_519" class="wp-caption aligncenter" style="width: 540px"><img class="size-full wp-image-519" title="Cappella Cattolica a San Carlo Borromeo" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/01/cappella_cattolica_san_carlo_borromeo.jpg" alt="Cappella Cattolica a San Carlo Borromeo" width="530" height="398" /><p class="wp-caption-text">Cappella Cattolica a San Carlo Borromeo</p></div>
<p>Questa domenica 16 di settembre 2007, è una giornata particolare per noi dell’isola del Rey, perché nella Cappella cattolica intitolata a San Carlo Borromeo, per la prima volta, dopo il restauro totale della parte strutturale, si è celebrata la Messa, in una sala che ancora mostra i segni di coloro che in tempi recenti si sono impegnati nell’opera di distruzione per fortuna senza totale successo.</p>
<p><img title="misa" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/01/misa.jpg" alt="misa" width="250" height="188" align="left" /><img title="misa_sor_demetria" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/01/misa_sor_demetria.jpg" alt="misa_sor_demetria" width="250" height="188" align="right" /></p>
<p>Celebrata dal parroco di Santa Maria di Mahon, la Chiesa dove nello stesso settembre del 1943 si celebrarono i funerali dei morti della corazzata Roma, la Funzione Religiosa ha avuto le intenzioni, di ringraziamento per il compimento dei tre anni di vita dell’associazione Amici dell’isola del Rey e di suffragio per i marinai italiani del Roma che perdettero la vita in quella tragedia.</p>
<p><img title="Sor_Demetria_Valnea" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2007/09/Sor_Demetria_Valnea.jpg" alt="Sor_Demetria_Valnea" width="250" height="188" align="left" /><img title="foto_familia_visita_16_septiembre" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2007/09/foto_familia_visita_16_septiembre.jpg" alt="foto_familia_visita_16_septiembre" width="250" height="188" align="right" /></p>
<p>Tra i fedeli che gremivano la sala e i corridoi adiacenti, c’era una persona particolarmente cara a noi italiani, per i suoi meriti personali e della sua congregazione delle figlie della carità. La famosa Suor Demetria, che molti sopravvissuti ancora ricordano con affetto, unica vivente di quel manipolo di suore che contribuirono a curare e consolare i circa trecento feriti, per lo più bruciati, che arrivarono in numero tanto sproporzionato alla capacità ricettiva di quel “piccolo” Ospedale. Nonostante i suoi quasi 90 anni, ha voluto venire a visitare il salone dove stiamo costruendo il memorial permanente di quell’avvenimento tragico della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<div id="attachment_532" class="wp-caption aligncenter" style="width: 540px"><img class="size-full wp-image-532 " title="Suor Demetria sulla discesa lungo la quale arrivavano i feriti Italiani" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2007/09/Sor_Demetria.jpg" alt="Sor Demetria" width="530" height="398" /><p class="wp-caption-text">Suor Demetria sulla discesa lungo la quale arrivavano i feriti Italiani</p></div>
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		<title>Le visite della Domenica all&#8217;Isola del Rey</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Sep 2007 17:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Isla del Rey]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 9  settembre 2007, all’isola del Rey c’era più animazione delle altre domeniche. Più di centosettanta di diverse nazionalità, erano quelli venuti a visitarla, tra cui un nutrito gruppo di soci della Familia Italiana en Menorca, venuti per due motivi particolarmente significativi. Si festeggiava la conclusione dei lavori di restauro della struttura di quella che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_546" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-546" title="Visite gruppo di soci della Familia Italiana en Menorca" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/01/visita_domenica.jpg" alt="Visite gruppo di soci della Familia Italiana en Menorca" width="400" height="267" /><p class="wp-caption-text">Visite gruppo di soci della Familia Italiana en Menorca</p></div>
<p>Domenica 9  settembre 2007, all’isola del Rey c’era più animazione delle altre domeniche. Più di centosettanta di diverse nazionalità, erano quelli venuti a visitarla, tra cui un nutrito gruppo di soci della <strong>Familia Italiana en Menorca</strong>, venuti per due motivi particolarmente significativi. Si festeggiava la conclusione dei lavori di restauro della struttura di quella che sarà la <strong>“Sala Memorial Acorazado Roma”</strong> e il sessantaquattresimo anniversario dell’affondamento della nave.</p>
<p>Durante la piccola colazione che sempre conclude le visite ogni domenica si è ricordato questo avvenimento che ha provocato la commozione di quelli che sentivano quella notizia per la prima volta. In quella stessa stanza dove eravamo in allegria, sessantaquattro anni prima  si sentiva parlare in italiano e più che parlare, si udivano invocazioni di aiuto e grida di dolore dei nostri ragazzi di quella gloriosa nave, feriti e bruciati.</p>
<p>Domenica prossima che ricorre anche il terzo anno di fondazione dell’associazione <strong>Amics de l’illa de l’Hospital</strong>, nella <strong>Cappella Cattolica</strong>, quasi del tutto restaurata, si celebrerà una messa di ringraziamento per gli obiettivi raggiunti e di suffragio per gli italiani che perdettero la vita in quello ospedale..</p>
<p>Il 2 novembre prossimo infine, come ogni anno andremo in compagnia degli amici spagnoli, al <strong>Mausoleo del Cimitero di Mahón</strong> per celebrare la messa di suffragio per tutti i caduti della Roma,  per i militari spagnoli defunti e per deporre corone di fiori sulle tombe che conservano i loro resti mortali.</p>
<h3>Guarda le foto della tua visita domenicale all&#8217;Isola del Rey</h3>
<p><a href="http://www.islahospitalmenorca.org/pagina%20grupo%20domingos.htm">www.islahospitalmenorca.org</a></p>
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