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	<title>Familia Italiana en Menorca &#187; Sala Roma</title>
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	<description>Centro cultural y social de la comunidad italiana</description>
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		<title>El marinero italiano que regresó del infierno</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 11:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sala Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Con queste parole il Diario Insular, quotidiano di Menorca, titola un reportage a tutta pagina sul marinaio italiano, lo spezzino Gustavo Bellazzini, che torna a Mahón dopo 67 anni per rivedere i luoghi dove era stato accolto, poco piú che ventenne, naufrago della corazzata Roma. Si era sposato giovanissimo e quando partì da La Spezia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con queste parole  il Diario Insular, quotidiano di Menorca, titola un reportage a tutta pagina sul marinaio italiano, lo spezzino Gustavo Bellazzini, che torna a Mahón dopo 67 anni per rivedere i luoghi dove era stato accolto, poco piú che ventenne,  naufrago della corazzata Roma.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1095" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/11/PIC_0095-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Si era sposato giovanissimo e quando partì da La Spezia quella notte dell’8 settembre 1943, aveva lasciato a casa la giovane moglie con una bambina di appena  quaranta  giorni. Le rivedrà dopo qualche anno e rimarrà con loro per il resto della vita fino a due anni fa quando  ha perso la compagna  che aveva condiviso con lui le gioie della famiglia e  le amarezze della guerra.</p>
<p>A ottantanove anni  suonati, il “giovane Bellazzini”, con il suo portamento  eretto e il suo passo svelto , nonostante una ferita di guerra nell’arteria femorale destra e un’altra all’orecchio, si muove nelle vie della Città di Mahón, cercando di identificare i luoghi che lo videro internato con i suoi compagni  67 anni fa.  È evidente il suo stupore per i cambiamenti che si sono succeduti  in tutti questi  anni , per questo continua  a ripetere: ”quì è tutto cambiato”.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1096" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/11/DSC00285-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></p>
<p>Ha cominciato la sua visita al Cimitero di Mahon, dove è andato a posare un mazzo di  fiori sul Mausoleo  dove sono sepolti  ventisei  dei suoi compagni, gli unici caduti di nave Roma che hanno avuto la sorte di essere sepolti  in un Cimitero.  Il Monumento,  opera dello scultore italiano Armando D’Abrusco con marmi provenienti dall’Italia, era stato commissionato dalla Marina Militare Italiana negli anni cinquanta,  ma Bellazzini lo vede per la prima volta.</p>
<p>Erano quasi le quattro del pomeriggio, la stessa ora di quel terribile inferno del nove settembre di  sessantasette anni fà.  È rimasto un tempo indefinito in un intenso racoglimento, certamente è tornato a rivedere ancora una volta quei  suoi  compagni  e quei  momenti  terribili sulla Roma.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1097" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/11/DSC003351-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></p>
<p>Al  ritorno, una visita alla Casa delle Figlie della Carità pe salutare Suor Demetria,  sua quasi coetanea,  unica rimasta di quel manipolo di suore che avevano accolto, curato e confortato quei  giovani naufraghi.  Un incontro molto emotivo che ha commosso tutti,  mischiato all’allegria di un così sorprendente e inatteso ritrovamento.</p>
<p>Il  giorno successivo è sabato,  anche alla Base Navale il personale è ridotto. Il comandante capitano di fregata Javier Lóbez Cerón non sarà presente,  ma ha incaricato il personale di guardia di farci entrare per recarci dovunque il marinaio Gustavo Bellazzini volesse andare.  Arrivati nei pressi della palazzina comando, a pochi metri dal molo,  cerca un capannone dove dice che allora tenevano i cavalli, è stato demolito. In quel  locale la sua squadra aveva dormito per  terra per circa un mese prima di avere la disponibilità di paglia sulla quale distendersi.  Andando avanti arriviamo davanti alla mensa e ci racconta l’episodio dello sciopero per il cibo scarso e scadente.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1098" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/11/DSC00336-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></p>
<p>L’allora comandante della Base,  Capitan de navío Francisco Benito,  arrivò con un plotone di fanti di Marina armati di fucile, ma non riuscì a costringerli a mangiare, anzi dopo una lunga trattativa, riuscirono loro a mandare in cucina un gruppo di marinai italiani, cuochi della Roma,  che furono capaci con gli stessi  ingredienti  di confezionare un cibo migliore, beneficiando così anche i colleghi spagnoli che non potevano protestare come loro, per ovvie ragioni disciplinari.</p>
<p>Proseguiamo lungo i viali della Base e le strade ora sono più larghe e asfaltate.  Riconosce e ricorda dove, in qualità di fuochista,  andava a far  funzionare una centrale per il riscaldamento dell’acqua per le docce degli ufficiali. Siamo andati poi a vedere dove doveva esserci  una pianta di fichi sotto la quale lo avevano trovato disteso all’ombra mentre dormiva.  Quella pianta, ormai sparita,  gli costò una settimana di prigione all’Isola Plana  perchè dissero:  -stava rubando i fichi-, che al principio di settembre non erano ancora neanche maturi.  Infine con la figlia Giuseppina e suo genero Aldo hanno fatto una foto ricordo e siamo tornati a casa, emozionati  per quanto  abbiamo visto e per i dettagli che abbiamo conosciuto.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1099" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/11/DSC00362-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></p>
<p>A casa, in attesa del pranzo, abbiamo avuto il tempo di visitare il “cantiere” dove sta prendendo forma il modello scala 1:100 della corazzata Roma che prenderà il posto d’onore nella prima sala del Museo all’isola del Rey.  Davanti al modello in costruzione abbiamo appreso, come se anche noi fossimo a bordo della nave, tanti  particolari sull’arrivo degli aerei e delle bombe, sulla sua posizione durante il bombardamento e su quello che ha fatto in quei momenti.</p>
<p>La sua destinazione al motore diesel della centrale elettrica  di poppa,  in una zona che non ha subíto danneggiamenti pesanti,  gli ha permesso di adagiarsi in mare quando,  salendo in coperta dal boccaporto a destra della catapulta di lancio degli aerei, l’acqua era già arrivata a lambire la coperta  , rimanendo così fortunatamente incolume, anche se,  non avendo trovato posto su una zattera di salvataggio collettiva zeppa di disperati, ha dovuto nuotare per qualche centinaio di metri,  fin sottobordo del  Mitragliere che lo ha tratto in salvo definitivamente, senza neppure un graffio.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1100" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/11/PIC_0102-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Domenica mattina, infine, l’appuntamento più importante. La visita all’Isola del Rey, alla sala Memorial della corazzata Roma.  Appena arrivati al molo per l’imbarco sul piccolo traghetto, tutta la gente che era  in attesa per la visita domenicale lo indicava ai propri vicini e i più coraggiosi, si avvicinavano dimostrando un affettuoso interesse per quel signore italiano di cui avevano letto la storia il giorno prima, sul Menorca  Diario Insular.</p>
<p>Giunti all’Isola del Rey, l’antico Ospedale Navale eretto dagli inglesi, che erano padroni dell’Isola di Minorca,  nel 1711  per la loro Flotta da guerra, ha aperto le sue porte al naufrago Gustavo Bellazzini.  Lui fortunatamente non aveva avuto bisogno di cure, ma 284 suoi compagni  dovettero essere curati, alcuni anche per lungo tempo. Tredici  di loro, purtroppo, in quell’Ospedale conclusero la loro giovane vita.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1101" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/11/PIC_0103-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>All’ ora convenuta, ci siamo trovati tutti nella Cappella cattolica intitolata a San Carlo Borromeo dove il nostro presidente, il generale Luis Alejandre Sintes, dopo avergli fatto omaggio di un quadro che ricorda la sua visita a Minorca, gli ha dato a nome di tutti un caloroso benvenuto chiedendogli  infine di dirci due parole. Le sue parole sono state veramente soltanto due: “Sono emozionato” mentre dai suoi occhi una piccola lacrima solcava il suo viso . È seguito un silenzio che è durato un tempo infinito nel quale come una tempesta magnetica  è scoppiata una scarica di umanità che ha coinvolto tutti in una commozione totale. Solo un applauso spontaneo ha messo fine a quel momento così intenso e indimenticabile.</p>
<p>A ricordo della sua visita all’isola del Rey, aiutato dal bambino più piccolo presente, il naufrago Bellazzini , in una aiuola prospicente l’entrata alla Sala Memorial Acorazado Roma, ha piantato un albero di alloro, simbolo di gratitudine e onore per i suoi compagni caduti e di riconoscenza e ringraziamento per tutti coloro che li accolsero in quest’Isola e si presero cura di loro.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-1102" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/11/PIC_0109-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Infine nella Sala Roma ha potuto vedere  le fotografie che raccontano la loro storia  e quella della loro nave,  ricevendo ancora espressioni di affetto e interesse da parte di tutti. Come sempre ogni domenica, un piccolo rinfresco, ha concluso una mattinata e una visita che ricorderemo a  lungo.</p>
<p>Un ringraziamento va rivolto a tanti amici, connazionali  e non solo,  che  con la loro presenza hanno contribuito alla riuscita di questa visita speciale. Un ringraziamento particolare a Maurizio Alessandri  che ha accompagnato Gustavo Bellazzini e i suoi famigliari a Minorca e più di ogni altro con la sua opera,  ha permesso che questo avvenimento si sia potuto realizzare.</p>
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		<title>Il modello della Roma per il museo dell&#8217;Isola del Rey</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 06:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sala Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando alla fine del 2007 prendemmo l’impegno di allestire la “Sala Memorial Acorazado Roma”, pensammo che oltre ad una cospicua esposizione di fotografie che descrivesse la storia di quel naufragio e degli avvenimenti che, innescati da quella vicenda, seguirono in varie Città della Spagna, ci volesse anche qualcosa che descrivesse in modo incisivo e spettacolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Quando </span><span lang="it-IT">alla fine del 2007 prendemmo l’impegno di allestire la “Sala Memorial Acorazado Roma”, pensammo che oltre ad una cospicua esposizione di fotografie che descrivesse la storia di quel naufragio e degli avvenimenti che, innescati da quella vicenda, seguirono in varie Città della Spagna, ci volesse anche qualcosa che descrivesse in modo incisivo e spettacolare la stessa nave. Cominciammo così a cercare in internet qualcosa utile al nostro obbiettivo e a portata delle nostre risorse, drammaticamente limitate.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"> </span></p>
<div id="attachment_996" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-996" title="Modello della Roma" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/05/PIC_000-300x225.jpg" alt="Modello della Roma" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Modello della Roma</p></div>
<p><span lang="it-IT">Dopo </span><span lang="it-IT">ripetuti tentativi, con l’amico Franco Pernigotti ci imbattemmo nello strepitoso modello della corazzata Roma del signor Giancarlo Barbieri. Rimanemmo  affascinati da quella autentica opera di arte, teoricamente e  praticamente irripetibile. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Cominciò</span><span lang="it-IT"> così  a nascere il desiderio di fare qualcosa di simile, pur sapendo che non saremmo mai arrivati a raggiungere quel grado di perfezione.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Personalmente, avevo lavorato in gioventù nelle barche da diporto e avevo anche costruito la mia barca a vela in vetroresina, che era stata la mia casa per un certo numero di anni, ma solo Franco aveva  fatto qualche vera esperienza da modellista.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"> </span></p>
<div id="attachment_997" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-997" title="Modello della Roma" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/05/PIC_007-300x225.jpg" alt="Modello della Roma" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Modello della Roma</p></div>
<p><span lang="it-IT">La sfida era</span><span lang="it-IT">, a dir poco temeraria,  se comparata col modello che ci aveva ispirato, soprattutto considerando che in tutta l’isola non esiste neanche l’ombra di un negozio di modellismo. I materiali necessari si sarebbero dovuti cercare altrove così come la documentazione tecnica e i piani. Era l’unico modo per dotare la Sala Memorial della corazzata Roma, almeno di un approssimativo simulacro di quella meravigliosa nave.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Cominciammo a richiedere i disegni all’Associazione dei Modellisti Bolognesi che ce li spedirono dopo qualche tempo, tramite l’amico Carlo Preve che aveva patrocinato l’acquisto.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"> </span></p>
<div id="attachment_998" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-998" title="Modello della Roma" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/05/PIC_012-300x225.jpg" alt="Modello della Roma" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Modello della Roma</p></div>
<p><span lang="it-IT">I disegni sono numerosi e abbastanza dettagliati, ma sono eseguiti in varie scale. Ci sono anche alcune copie degli originali del Cantiere, ma praticamente sono inutili ai fini nel modello in scala 1:100, come, per esempio, le eliche e altri particolari, mentre mancano quelli che riguardano i dettagli del torrione e delle sovrastrutture della tuga, delle armi leggere e di altre attrezzature della coperta. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Probabilmente per i veri modellisti </span><span lang="it-IT">quei disegni sono più che sufficienti, ma noi e io in particolare, troviamo una certa difficoltà a farli diventare strutture della Roma.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Sarebbe veramente meraviglioso trovare qualcuno che ci  aiutasse, specie per le cose più complicate. Il nostro scopo non è quello di fare un modello di nave da Guerra da esporre nei concorsi o per fare bella mostra nel salotto di casa, ma qualcosa che renda ai visitatori l’idea di quella meraviglia della tecnica che era la corazzata Roma.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"> </span></p>
<div id="attachment_999" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-999" title="Modello della Roma" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/05/PIC_018-300x225.jpg" alt="Modello della Roma" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Modello della Roma</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Il mio laboratorio </span><span lang="it-IT">domestico è diventato il cantiere. Oltre ad attrezzarci degli indispensabili utensili idonei ai vari lavori, abbiamo dovuto fabbricarne alcuni di quelli che era impossibile trovare in commercio qui.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Le prime fasi della costruzione sono state abbastanza </span><span lang="it-IT">spedite. Si trattava di preparare delle ordinate di legno, sulle quali con del compensato da 3 mm. abbiamo realizzato lo scafo. Le eliche le abbiamo trovate già fatte ed anche i tondini in acciaio inox per fare le linee d’assi, mentre abbiamo dovuto costruire i bracci porta eliche in ottone, essendo l’unico materiale che abbiamo trovato nell’Isola che ci è sembrato adatto allo scopo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Una volta costruito lo scafo, quando abbiamo dovuto iniziare le sovrastrutture che sono fatte tutte in ottone saldato</span><span lang="it-IT">, è arrivato il bello. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"> </span></p>
<div id="attachment_1000" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1000" title="Modello della Roma" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/05/PIC_027-300x225.jpg" alt="Modello della Roma" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Modello della Roma</p></div>
<p><span lang="it-IT">Dicono che </span><span lang="it-IT">a furia di sbagliare si impara, ma per me è stato necessario imparare prima di sbagliare, per non sprecare materiale,  per capire e imparare il mestiere, per realizzare nel modo migliore e in scala le strutture complesse del torrione di comando e delle varie sezioni della tuga, delle armi e delle attrezzature. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">La fabbricazione degli innumerevoli</span><span lang="it-IT"> piccoli dettagli, richiede degli stampi per i quali bisogna trovare il sistema di costruirli. Anche in questo caso sarebbe opportuno l’aiuto di qualcuno esperto, per avere indicazioni di come fare e dove trovare il materiale necessario.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Da qualche tempo </span><span lang="it-IT">si è aggiunto all’impresa Maurizio Alessandri, un nuovo amico che vive in Lombardia ed è parente di un sopravvissuto della Roma.  Lo scorso anno venne con la sua famiglia in visita a Menorca, al Mausoleo nel Cimitero di Mahón e all’Isola del Rey per vedere il Memorial della Roma. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"> </span></p>
<div id="attachment_1001" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1001" title="Modello della Roma" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/05/PIC_029-300x225.jpg" alt="Modello della Roma" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Modello della Roma</p></div>
<p><span lang="it-IT">Maurizio, titolare di una rinomata carrozzeria,  si è aggregato al nostro gruppo per aiutarci a realizzare non solo il modellino della nave, ma anche per cercare in Italia i materiali necessari per il proseguimento del lavoro; per arricchire il Museo con documenti e fotografie, collaborando con noi a Menorca e con l’associazione italiana “Regia Nave Roma”, alla quale tutti facciamo riferimento, nell’intento di mantenere vivo il ricordo e rendere onore agli uomini della Roma e a tutti quelli che ebbero a che fare con quella tragica vicenda.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">In meno di una settimana di soggiorno a Mahón, Maurizio ha verniciato</span><span lang="it-IT"> in maniera impeccabile lo scafo e parte delle sovrastrutture, tornando a Milano con una lista di cose da procurare, che ci farà avere mediante qualche amico che viene prossimamente a Menorca. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Per la fine dell’estate, contiamo di portare a termine la parte delle </span><span lang="it-IT">grandi strutture  più importanti. Mentre proseguiamo nei piccoli dettagli per i quali, contiamo di dividerci il lavoro con altri amici, speriamo, veramente modellisti. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT"><br />
</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span lang="it-IT">Per </span><span lang="it-IT">l’inizio dell’estate del 2011, in occasione  delle celebrazioni per il terzo centenario di costruzione dell’Ospedale Navale dell’Isola del Rey, contiamo di portare finalmente il modello nella sua definitiva sede nella Sala Roma, intanto continuiamo a lavorare sperando di farcela per quella data e di trovare modellisti volontari che ci aiutino in questa straordinaria impresa della quale  vogliamo dare una breve documentazione fotografica dello stato dei lavori. </span></p>
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		<title>Una Tragedia Italiana – 1943 l&#8217;affondamento della corazzata Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 20:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sala Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro appena uscito &#8220;Una Tragedia Italiana – 1943 l&#8217;affondamento della corazzata Roma&#8221; di Andrea Amici, edito da Longanesi, è l’ultima testimonianza scritta, ancora possibile, della storia della Corazzata Roma e del suo equipaggio. Il racconto, della vicenda  di quattro concittadini che si trovano a fare il militare in Marina, come in una sequenza fotografica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_969" class="wp-caption aligncenter" style="width: 346px"><img class="size-full wp-image-969" title="libro Una tragedia Italiana 1943 l'affondamento dellla corazzata Roma" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/02/libro-Amici-al-Museo.jpg" alt="Libro di Andrea Amici &quot;Una tragedia Italiana 1943. L'affondamento dellla corazzata Roma&quot;" width="336" height="448" /><p class="wp-caption-text">Libro di Andrea Amici &quot;Una tragedia Italiana 1943. L&#39;affondamento dellla corazzata Roma&quot;</p></div>
<p>Il libro appena uscito <strong>&#8220;Una Tragedia Italiana – 1943 l&#8217;affondamento della corazzata Roma&#8221; </strong>di Andrea Amici, edito da Longanesi, è l’ultima testimonianza scritta, ancora possibile, della storia della Corazzata Roma e del suo equipaggio.</p>
<p>Il racconto, della vicenda  di quattro concittadini che si trovano a fare il militare in Marina, come in una sequenza fotografica, ti introduce all’interno, nei meandri di una nave da battaglia smisurata e possente, in un mondo  particolare e sconosciuto, facendoti respirare il palpito di vita di una macchina ritenuta perfetta, che sarà spezzato dalla bomba della rappresaglia nazista, generando una immane tragedia del mare.</p>
<p>Con la storia dei suoi uomini, ti imbarchi su quella nave come un membro in più dell’equipaggio, per conoscere intimamente alcuni di loro, compagni d’armi che condividono la stessa vita e ai quali si possono fare le proprie confidenze e si può raccontare la propria storia.</p>
<p>Questo racconto andrà oltre l&#8217;affondamento, quando naufraghi in terra spagnola, prima nell&#8217;Isola di Minorca e poi a Caldés de Malavella, diventeranno merce di scambio per trattative internazionali, che dureranno ancora per tanti lunghi mesi. Con il ritorno prima in Patria e poi a casa propria in un mare di peripezie, si rivive l’odissea di tanti italiani che durante la Seconda Guerra Mondiale servirono onoratamente il proprio Paese ed ebbero la fortuna di tornare e raccontare la loro esperienza.</p>
<p>Il libro corredato da molte fotografie, ha l’impianto narrativo di un racconto d’avventura e si legge tutto d’un fiato, con il valore aggiunto dell’autorevolezza e il rigore di una storia vera, dettata dagli stessi protagonisti, alcuni dei quali, testimoni ancora viventi .</p>
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		<title>Suor Demetria rivisita le camerate in rovina dell’Ospedale dell’Isola del Rey</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 20:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sala Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordi e memorie dei momenti trascorsi in aiuto ai naufraghi feriti della Roma 10 settembre 2008, inaugurazione della Sala Memorial Acorazado Roma, anche Lei era presente a ricordare: Oggi ricordo l’epoca della quale ricorre l’anniversario di sessantacinque anni fa, quando arrivarono i marinai feriti della corazzata Roma. Ritorno a rivedere e ricordare questa sala, tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Ricordi e memorie dei momenti trascorsi in aiuto ai naufraghi feriti della Roma</h2>
<p>10 settembre 2008, inaugurazione della Sala Memorial Acorazado Roma, anche Lei era presente a ricordare:</p>
<p>Oggi ricordo l’epoca della quale ricorre l’anniversario di sessantacinque anni fa, quando arrivarono i marinai feriti della corazzata Roma. Ritorno a rivedere e ricordare questa sala, tanto diversa in quella epoca. Piena di tutti quei malati, bruciati alle mani e alla faccia che chiedevano continuamente il nostro aiuto, che li soccorressimo. Ci raccomandavano il loro bambino:</p>
<blockquote><p>“<em>Sorella il mio bambino”,”Camomilla, per favore”.</em></p></blockquote>
<p>Fu molto impressionante e stetti qui tutti quei giorni con loro e conservo un grato ricordo. Aiutai molti a morire, con me e con altre consorelle che erano qui destinate, che oggi, anche loro sono già scomparse. Io li aiutavo nel momento che alcuni di loro tra atroci sofferenze morivano, stetti al loro fianco nel momento di passare da questa vita all’altra, con le mie preghiere, dedicandomi a loro, come ci chiede il nostro fondatore, “interamente”, per poter alleviare quei dolori così forti che avevano quei corpi bruciati.</p>
<div id="attachment_958" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-958" title="suore isla del rey" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/02/suore-isla-del-rey-300x210.jpg" alt="Suore Isola del Rey" width="300" height="210" /><p class="wp-caption-text">Suore Isola del Rey</p></div>
<p>Ricordo tutto questo e mi impressiona moltissimo vedere ora queste pareti tristi, così deteriorate, così vuote; erano pieni quei letti, le loro mani avevano una specie di gabbia protettiva contro gli insetti e le mosche, la faccia bruciata e tumefatta. Tutti questi ricordi, li conservo nel mio cuore e negli occhi. Quando arrivarono, restammo più di ventiquattro ore consecutive a curarli qui fuori, nei giardini con i medici che venivano da Menorca, precisamente da Mahon. Fu molto impressionante!</p>
<p>Gli aiutammo con tutto quello che potemmo dargli per rendere loro più facile la vita qui, con tutte quelle disgrazie che avevano. Facemmo tutto quello che potemmo e conservo un grato ricordo della loro riconoscenza.</p>
<p>Pregavamo insieme e ho fatto per loro tutto quello che il nostro fondatore San Vincenzo de Paoli, ci raccomanda per aiutare tutte le persone che ne hanno bisogno.</p>
<div id="attachment_957" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-957" title="Suor Demetria giovane" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/02/suor-Demetria-giovane-300x209.jpg" alt="Suor Demetria giovane" width="300" height="209" /><p class="wp-caption-text">Suor Demetria giovane</p></div>
<p>Suor Demetria Bragado Medina quel 10 settembre del 43 aveva diciotto anni. Dopo aver ricevuto i Voti era appena arrivata a Mahón proveniente dalla sua natia León. Si trovava all’Isola del Rey, ospite delle sue consorelle che li erano destinate come infermiere dell’Ospedale Navale, per un periodo di riposo, in attesa dell’inizio dell’anno scolastico nel Collegio San Giuseppe dove sarebbe andata ad insegnare per tutta la sua vita lavorativa. Si trovò a dover fare anche lei la sua parte in quel momento tanto drammatico e inaspettato con i nostri marinai feriti.</p>
<p>Attualmente, unica sopravvivente di quel manipolo di Suore della Carità, ormai ottuagenaria, continua a svolgere la sua missione educativa nel Collegio San Giuseppe e in mezzo a tanti bambini, oramai terza generazione dei suoi allievi.</p>
<div id="attachment_956" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-956" title="Suor Demetria con una sua consorella e Valnea Tavolieri figlia di un caduto della Roma" src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/02/Suor-Demetria-con-una-sua-consorella-e-Valnea-figlia-di-un-caduto-della-Roma-300x225.jpg" alt="Suor Demetria con una sua consorella e Valnea figlia di un caduto della Roma" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Suor Demetria con una sua consorella e Valnea Tavolieri figlia di un caduto della Roma</p></div>
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		<title>Bandiere delle regioni italiane per la Sala Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 08:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sala Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Stralcio della lettera inviata  ai Presidenti di Regioni,  Province e Comuni Italiani: &#8230;La nostra Associazione ha avuto il privilegio di allestire l’unico “Museo” della Corazzata Roma esistente al mondo, nell’ex Ospedale Navale dell’Isola del Rey, (isolotto nel centro del porto di Mahón), in alcune delle camerate che ospitarono i nostri marinai feriti. Il Museo, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Stralcio della lettera inviata  ai Presidenti di Regioni,  Province e Comuni Italiani:</h2>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_1055" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1055" title=" " src="http://www.menorcamica.org/wp-content/uploads/2010/02/PIC_0043-300x225.jpg" alt=" " width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<blockquote><p>&#8230;La nostra Associazione ha avuto il privilegio di allestire l’unico “Museo” della Corazzata Roma esistente al mondo, nell’ex Ospedale Navale dell’Isola del Rey, (isolotto nel centro del porto di Mahón), in alcune delle camerate che ospitarono i nostri marinai feriti.</p>
<p>Il Museo, è frequentato ogni domenica, di tutto l’anno, da centinaia di visitatori di diverse nazionalità ai quali esponiamo quella pagina della Storia Italiana  nella Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p>È nostro desiderio, offrirvi la possibilità di esporre nella “Sala Roma” la Vostra Bandiera tra quelle di tutte le Regioni, Comuni e Province italiane che hanno avuto tra i loro concittadini, uomini sulla Roma.</p>
<p>Questa iniziativa, ha lo scopo di onorare quegli italiani che per la Patria morirono e trasmettere il Loro insegnamento alle generazioni future, perché sappiano e non dimentichino…</p></blockquote>
<p>Enti che hanno inviato la loro bandiera per la Sala Roma:</p>
<ul>
<li>Regione Piemonte</li>
<li>Regione Lombardia</li>
<li>Regione Toscana</li>
<li>Regione Autonoma della Sardegna</li>
<li>Regione Campania</li>
<li>Regione Veneto</li>
<li>Provincia di Torino</li>
<li>Città di Torino</li>
<li>Città di Genova</li>
<li>Città di San Remo</li>
<li>Città di Porto Torres</li>
<li>Città di Giugliano in Campania</li>
<li>Città di Tortona</li>
<li>Città di Torre del Greco</li>
<li>Provincia di Savona</li>
<li>Città di La Spezia</li>
</ul>
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		<title>Perché l’Isola del Rey nel porto di Mahón</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 17:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Cappa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sala Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo sia opportuno raccontare il più sinteticamente possibile la storia di questa avventura che è cominciata nel 1990, quando, in barca a vela, che era la nostra casa, arrivammo a Mahon. Dopo aver girovagato nell&#8217;arcipelago delle Baleari, decidemmo di fermarci a Menorca a svernare e questo lo facemmo per due anni consecutivi, fino a quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo sia opportuno raccontare il più sinteticamente possibile la storia di questa avventura che è cominciata nel 1990, quando, in barca a vela, che era la nostra casa, arrivammo a Mahon. Dopo aver girovagato nell&#8217;arcipelago delle Baleari, decidemmo di fermarci a Menorca a svernare e questo lo facemmo per due anni consecutivi, fino a quando pensammo di rimanere definitivamente nell&#8217;isola.</p>
<p>Andando una mattina al Cimitero, per accompagnare un amico spagnolo che ci aveva lasciato, passando davanti al Mausoleo dove erano sepolti alcuni marinai italiani, venimmo a conoscenza della storia della Corazzata Roma e scoprimmo la tragedia dei naufraghi e della loro odissea a Menorca.</p>
<p>La maggior parte dei connazionali che vivono a Menorca, non sanno nulla di questa storia che si può leggere nel bellissimo racconto di Giuliano Marengo &#8220;Le Navi Italiane Internate alle Baleari dopo L&#8217;8 Settembre&#8221;, sul sito web dell&#8217;associazione: <a href="http://www.regianaveroma.org">http://www.regianaveroma.org</a>.</p>
<p>Da qualche anno, un gruppo di cittadini di tutte le nazionalità che vivono a Menorca, guidati dal dinamico e intraprendente Generale Luis Alejandre Sintes, hanno cominciato, lavorando volontariamente, il recupero fisico delle rovine dell&#8217;isla del Rey o isla de l&#8217;Hospital che si trova nel centro del porto di Mahon, dove nel 1711 gli Inglesi, che allora occupavano Menorca, avevano costruito l&#8217;Ospedale Navale per la loro Flotta che incrociava nel Mediterraneo.</p>
<p>Fu in quell&#8217;antico, vetusto complesso che il 10 di settembre del 1943 furono ricoverati circa trecento nostri marinai, i più bruciati orrendamente, alcuni arrivati già morti, altri morti in quell&#8217;ospedale, altri ancora guariti o trasferiti altrove per cure più complesse. Le quattro navi, l&#8217;Attilio Regolo, il Carabiniere, il Mitragliere, il Fuciliere, che avevano recuperato e portato i naufraghi, rimasero internate in porto per sedici mesi, fino al 15 gennaio del 1945, quando l&#8217;abilissimo Comandante Capo Squadriglia Giuseppe Marini, riportò in Patria le navi e i suoi uomini. Altre tre navi, l’Orsa, l’Impetuoso e il Pegaso, andarono a Mallorca con un altro carico di feriti e naufraghi e la loro storia fu diversa, perché sia il Pegaso che l’Impetuoso si autoaffondarono nel canale di Menorca, davanti alla baia di Pollensa.</p>
<p>Visitando una mattina l’isola del Rey, arrivammo davanti a una serie di saloni, alcuni dei quali già restaurati e destinati a varie esposizioni. In uno di quei saloni non ancora agibili, c&#8217;era una targhetta provvisoria che diceva : &#8220;Memorial Acorazado Roma&#8221;. Capimmo subito che quella era l&#8217;espressione della sensibilità della Gente di Menorca che non aveva dimenticato quei &#8220;marinos italianos&#8221; che avevano imparato ad apprezzare e ad amare in quel lontano periodo che avevano trascorso insieme.</p>
<p>Fu allora che ci venne in mente di fare la nostra parte, prendendoci cura della loro memoria, facendoci carico dell&#8217;allestimento della “Sala Roma” e di una ricerca delle persone e delle notizie relative a quei nostri marinai, per dar vita a un Centro Studi e Documentazione sui fatti riferibili alla Marina Militare Italiana alle Baleari nella Seconda Guerra Mondiale. Ne parlammo con amici italiani e così nacque la “Familia Italiana en Menorca- Centro Cultural y Social de la Comunidad Italiana-”. Naturalmente l’Associazione vuole essere anche un centro di scambio di culture e di attività per favorire l’integrazione e la conoscenza reciproca con la società menorquina.</p>
<h3>Scarica il PDF</h3>
<ul>
<li><a href="http://menorcamica.org/wp-content/uploads/pdf/whyrey.pdf">Perché l’Isola del Rey nel porto di Mahón</a></li>
</ul>
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