Fortuna Novella “Mamma Mahón”

Quella di Fortuna Novella è una storia di guerra, di amor patrio e di umanità.

Fortuna Novella 1923

Fortuna Novella 1923

Era nata a Carloforte nell’isola di San Pietro a Sud-Ovest della Sardegna il 25 settembre del 1880. La sua famiglia di armatori di barche per la pesca del corallo, proveniva da Santa Margherita Ligure. I suoi nonni Paterni Antonio Novella e Fortuna Brighetto si erano trasferiti a Carloforte nel 1793 per  pescare corallo.

casa natale di Fortuna Novella sulla sinistra

casa natale di Fortuna Novella sulla sinistra

Si era sposata a Minorca l’8 maggio 1902 con un ricco commerciante spagnolo, Antonio Riudavetz, a Mahón ed era l’unica italiana residente nell’isola all’arrivo delle navi con i naufraghi della Roma.

Vive in una grande casa che guarda il mare in  Plaza del Retiro al numero 31, dove rimane anche dopo la morte del marito avvenuta qualche anno prima del 1943.

La mattina del 10 settembre del 43, la notizia dell’arrivo in Porto di quattro navi da guerra italiane, cariche di naufraghi, ignudi, feriti e morti, si diffuse immediatamente tra gli abitanti di Mahón, soprattutto perché, come ci dicono i vecchi ancora oggi:

“Todo el Puerto olia a carne quemada”

,si sentiva per tutto il porto odore di carne bruciata, che durò per diversi giorni.

la sua stella al merito

la sua stella al merito

Resasi conto della situazione in cui si trovavano quei suoi connazionali, si precipitò immediatamente al porto dove, come vice console onorario d’Italia, si attivò immediatamente per portare assistenza in tutti i modi possibili.

Sfruttando le sue conoscenze si prodigò per ottenere ogni genere di aiuto, mettendo a disposizione anche le sue risorse personali per alleviare le sofferenze di quei poveri giovani marinai, metà dei quali, erano orrendamente bruciati.

Dei 620 sopravvissuti della Roma, giunti a Mahón, 284 ebbero bisogno di cure mediche e furono portati all’Ospedale dell’Isola del Rey, nel centro del porto. Gli altri furono sistemati molto sommariamente, senza neppure un giaciglio di paglia, in un capannone alla Base Navale della Marina spagnola, mentre le quattro navi dei loro salvatori che li avevano portati a Mahón, rimasero internate in porto, praticamente sequestrate per l6 lunghi e angosciosi mesi.

attestato dell'onorificenza al merito

attestato dell'onorificenza al merito

In totale tra salvati e salvatori, arrivarono in Porto circa 1800 italiani che per la signora Fortuna, vedova senza prole di 63 anni, divennero come i suoi figli. Da allora la sua casa rimase costantemente aperta per quei giovani che tutti, con grande senso di affetto e riconoscenza, la chiamavano Mamma Mahón.

Fortuna Novella 1952 davanti alla fontana di Trevi a Roma ospite della Marina

Fortuna Novella 1952 davanti alla fontana di Trevi a Roma ospite della Marina

Dopo il rientro in Italia delle navi con i suoi ragazzi, Fortuna Novella non dimenticherà mai i 26 caduti della corazzata Roma, gli unici che riposano in un cimitero, quello di Mahón.

benedizione banchina calata Fortuna Novella

benedizione banchina calata Fortuna Novella

Si prenderà cura, ponendo su ognuna di quelle croci il nome del defunto e non facendo mai mancare un fiore e una preghiera.

Nel 1950, dopo sette anni dalla sepoltura, la Marina Militare Italiana farà erigere un Mausoleo per onorare quei caduti e con essi tutti quelli che riposano nelle profondità del mare di Sardegna in quel sarcofago di acciaio che è il relitto della Roma.

Il monumento marmoreo è opera dello scultore italiano Armando D’Abrusco e “Mamma Mahón” partecipa con altre persone volontarie di Mahón, alla ricomposizione dei resti di quei caduti nei nuovi sepolcri di marmo.

Fortuna Novella in viaggio per Roma

Fortuna Novella in viaggio per Roma

Il 29 settembre del 1950, all’inaugurazione del Monumento, gli ufficiali venuti dall’Italia per l’occasione, vedono in quella piccola donna avanti negli anni, di cui hanno sentito tanto parlare in Patria, una persona gigantesca per la sua grande statura morale. L’ammiraglio Ferrante Capponi lo conferma pubblicamente dicendo testualmente:

“Vi è una persona in Mahón alla quale noi dobbiamo molta gratitudine, la signora Fortuna Novella. Essa ha svolto in passato una preziosa opera di assistenza ai nostri equipaggi e dimostra tuttora verso i caduti che sono qui sepolti una cura pia ed amorevole della quale è soltanto capace un’anima nobile e generosa, mossa da amor patrio e carità cristiana”.

Il 20 settembre del 1952 è invitata, ospite della Marina Militare Italiana ed è accolta con tutti gli onori. Sarà ricevuta anche in udienza privata dal Papa Pio XIIº.

Anche il suo paese natale, Carloforte, gli tributa onori e riconoscimenti.

Il 30 luglio del 1953 viene convocata a Roma per ricevere dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi la Stella della Solidarietà Italiana di prima classe.

Dicono di lei:

“… Non aveva nulla di notevole a parte l’azzurro intenso degli occhi, ma emanava qualcosa che andava ben al di là della sua minuta e fragile figura, qualcosa di sincero. Come il sentore genuino dell’aria di casa, quello che circonda di solito una madre!”

Chiama quei giovani marinai:

“Compatrioti, cari, amati, carissimi figlioli” ed è stata per loro e per sempre “Mamma Mahón”, colei che li riconnette alla vita!”

La sua cura per quei giovani caduti dura costantemente per il resto di tutta la sua vita che si concluderà a Mahón il 26 di giugno del 1970 all’età di 89 anni, in quella casa in Piazza del Ritiro 31 dove i naufraghi della Roma avevano avuto conforto e aiuto.

baciamano a Fortuna Novella di uno dei suiu marinai

baciamano a Fortuna Novella di uno dei suiu marinai

Il 25 aprile 2001 a Carloforte, il Comune e la Capitaneria di Porto rendono un ultimo omaggio a Fortuna Novella. Una solenne cerimonia, per intitolare al suo nome una nuova banchina del Porto. La “Calata Fortuna Novella – Mamma Mahón”.

L’avventura che la signora Fortuna Novella ha vissuto in quei tragici momenti di guerra,  le sue azioni e il suo impegno, spontaneo e straordinariamente generoso, le hanno consegnato il diritto di appartenere  al ristretto gruppo degli italiani illustri di Minorca e come tale siamo orgogliosi di essere suoi connazionali.

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2 Commenti

  1. michele
    Pubblicato 9 settembre 2010 alle 19:16 | Link Permanente

    Grazie, Signora.

  2. Pubblicato 13 settembre 2010 alle 09:31 | Link Permanente

    E’ la piò bella storia di solidarietà che ho sentito parlare.
    La Signora Novella Fortuna merita molto più riconoscenza di quello che ha avuto finora. E con vero orgoglio di italiano che la annovero tra i bei esempi di attaccamento alla patria e al popolo italiano

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