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Italiani e il teatro di Mahón
Giovanni Palagi fiorentino, presenta nel maggio del 1829 il progetto che è accolto.
Prima del 1810 non si disponeva in Mahon di un edificio pubblico destinato a teatro. Si ha notizia di qualche rappresentazione amatoriale in case private.
Nel 1809 il governo elargì la caserma dei dragoni detta: “torre rodona o cuartel des dragones” alla Casa della Misericordia di Mahon per realizzare il progetto di una sala per il ballo pubblico e un teatro dal quale poter ricavare sufficienti benefici per soccorrere non solo i poveri infelici che albergavano in quel momento in detto istituto, ma poterne ampliare il numero con grande beneficio di questa città.
Il dodici di agosto del 1813 la Casa della Misericordia, incarica il maestro muratore Don Ildefonso Hernandez della costruzione della facciata o frontespizio per il prezzo di 468 lire con l’obbligo di darlo per terminato secondo il piano e le condizioni nel termine di tre mesi.
All’inizio de 1814 era già terminato il nuovo edificio e pronto per essere aperto al pubblico. Delle opere progettate solo erano state ultimate le infrastrutture e la sala per il ballo, ma non la struttura del teatro.
Il 17 gennaio del 1814 si celebrò il primo ballo in maschera a beneficio della Misericordia, così lo riporta il cronista Mahonese D. Juan Roca Vinent nel suo “Diari de Maò”.
Durante l’anno 1815 il maestro carpentiere D. Pedro Antonio Femenias su richiesta dei direttori della casa della Misericordia, costruì a sue spese nel nuovo salone da ballo un teatro provvisorio.
All’inizio del 1816 era pronto per essere utilizzato e si ha conferma dalla richiesta alle autorità del permesso per poter rappresentare nel teatro della città la tragedia del martirio di San Narciso durante la Quaresima. Si richiede inoltre di poter costituire una società di attori, raccolti da una anteriore compagnia con l’integrazione di nuovi elementi tra cui due esponenti della “clase femenina”.
Già dal 1819 si trovava in Mahon dirigendo una compagnia d’opera italiana, Giovanni Palagi, fiorentino, letterato, cantante e architetto dotato di uno spirito organizzatore di prima grandezza.
Uomo dotto in materia, comprese subito che con le dimensioni così ridotte del teatro, non era possibile rappresentare le opere liriche italiane e vedendo sicuro l’affare con la costruzione di un nuovo teatro, propose la sua idea ai dirigenti della Casa della Misericordia e il 18 maggio del 1829 presentò un progetto di ricostruzione del teatro esistente che fu accolto.
Il 15 di dicembre del 1829, dopo sei mesi dall’inizio della riedificazione. si apriva al pubblico il nuovo teatro. Durante la prima stagione, 1829-1830 si rappresentarono tra le altre produzioni: Caritea, Regina di Spagna, di Mercadante, Zelmira di Rossini e Il Falegname di Livonia di Donizzetti.
Della compagnia diretta dal signor Palagi stesso, facevano parte i cantanti Angiolina Corri Rossi, Carlotta Inselvini, Angelica Mechelessi e Giovanni Rossi, Luigi Fantini. Ismaele Guaita, Giuseppe Salas e Luigi Tasso.
Il nuovo teatro che è ultimato il 14 dicembre del 1829 sulle ceneri dell’antico, è più grande del precedente e può contenere circa trecento persone. Si dice che è da cinque a sette palmi (1 palmo è circa 25 cm.) più grande di quello di Palma de Mallorca la capitale dell’arcipelago.
Nel 1944, quando Mahon era piena di marinai delle navi da guerra italiane, la compagnia d’Opera diretta dal Maestro Sabater ha rappresentato nel teatro di Mahon le opere: IL TROVATORE, RIGOLETTO, CARMEN, IL BARBIERE DI SIVIGLIA e AIDA per un totale di cinque recite.
I cantanti erano: