Centro Studi – Memorial Corazzata Roma
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Perché l’Isola del Rey nel porto di Mahón
Credo sia opportuno raccontare il più sinteticamente possibile la storia di questa avventura che è cominciata nel 1990, quando, in barca a vela, che era la nostra casa, arrivammo a Mahon. Dopo aver girovagato nell’arcipelago delle Baleari, decidemmo di fermarci a Menorca a svernare e questo lo facemmo per due anni consecutivi, fino a quando pensammo di rimanere definitivamente nell’isola.
Andando una mattina al Cimitero, per accompagnare un amico spagnolo che ci aveva lasciato, passando davanti al Mausoleo dove erano sepolti alcuni marinai italiani, venimmo a conoscenza della storia della Corazzata Roma e scoprimmo la tragedia dei naufraghi e della loro odissea a Menorca.
La maggior parte dei connazionali che vivono a Menorca, non sanno nulla di questa storia che si può leggere nel bellissimo racconto di Giuliano Marengo “Le Navi Italiane Internate alle Baleari dopo L’8 Settembre”, sul sito web dell’associazione: http://www.regianaveroma.org.
Da qualche anno, un gruppo di cittadini di tutte le nazionalità che vivono a Menorca, guidati dal dinamico e intraprendente Generale Luis Alejandre Sintes, hanno cominciato, lavorando volontariamente, il recupero fisico delle rovine dell’isla del Rey o isla de l’Hospital che si trova nel centro del porto di Mahon, dove nel 1711 gli Inglesi, che allora occupavano Menorca, avevano costruito l’Ospedale Navale per la loro Flotta che incrociava nel Mediterraneo.
Fu in quell’antico, vetusto complesso che il 10 di settembre del 1943 furono ricoverati circa trecento nostri marinai, i più bruciati orrendamente, alcuni arrivati già morti, altri morti in quell’ospedale, altri ancora guariti o trasferiti altrove per cure più complesse. Le quattro navi, l’Attilio Regolo, il Carabiniere, il Mitragliere, il Fuciliere, che avevano recuperato e portato i naufraghi, rimasero internate in porto per sedici mesi, fino al 15 gennaio del 1945, quando l’abilissimo Comandante Capo Squadriglia Giuseppe Marini, riportò in Patria le navi e i suoi uomini. Altre tre navi, l’Orsa, l’Impetuoso e il Pegaso, andarono a Mallorca con un altro carico di feriti e naufraghi e la loro storia fu diversa, perché sia il Pegaso che l’Impetuoso si autoaffondarono nel canale di Menorca, davanti alla baia di Pollensa.
Visitando una mattina l’isola del Rey, arrivammo davanti a una serie di saloni, alcuni dei quali già restaurati e destinati a varie esposizioni. In uno di quei saloni non ancora agibili, c’era una targhetta provvisoria che diceva : “Memorial Acorazado Roma”. Capimmo subito che quella era l’espressione della sensibilità della Gente di Menorca che non aveva dimenticato quei “marinos italianos” che avevano imparato ad apprezzare e ad amare in quel lontano periodo che avevano trascorso insieme.
Fu allora che ci venne in mente di fare la nostra parte, prendendoci cura della loro memoria, facendoci carico dell’allestimento della “Sala Roma” e di una ricerca delle persone e delle notizie relative a quei nostri marinai, per dar vita a un Centro Studi e Documentazione sui fatti riferibili alla Marina Militare Italiana alle Baleari nella Seconda Guerra Mondiale. Ne parlammo con amici italiani e così nacque la “Familia Italiana en Menorca- Centro Cultural y Social de la Comunidad Italiana-”. Naturalmente l’Associazione vuole essere anche un centro di scambio di culture e di attività per favorire l’integrazione e la conoscenza reciproca con la società menorquina.
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