Ricordi e memorie dei momenti trascorsi in aiuto ai naufraghi feriti della Roma
10 settembre 2008, inaugurazione della Sala Memorial Acorazado Roma, anche Lei era presente a ricordare:
Oggi ricordo l’epoca della quale ricorre l’anniversario di sessantacinque anni fa, quando arrivarono i marinai feriti della corazzata Roma. Ritorno a rivedere e ricordare questa sala, tanto diversa in quella epoca. Piena di tutti quei malati, bruciati alle mani e alla faccia che chiedevano continuamente il nostro aiuto, che li soccorressimo. Ci raccomandavano il loro bambino:
“Sorella il mio bambino”,”Camomilla, per favore”.
Fu molto impressionante e stetti qui tutti quei giorni con loro e conservo un grato ricordo. Aiutai molti a morire, con me e con altre consorelle che erano qui destinate, che oggi, anche loro sono già scomparse. Io li aiutavo nel momento che alcuni di loro tra atroci sofferenze morivano, stetti al loro fianco nel momento di passare da questa vita all’altra, con le mie preghiere, dedicandomi a loro, come ci chiede il nostro fondatore, “interamente”, per poter alleviare quei dolori così forti che avevano quei corpi bruciati.

Suore Isola del Rey
Ricordo tutto questo e mi impressiona moltissimo vedere ora queste pareti tristi, così deteriorate, così vuote; erano pieni quei letti, le loro mani avevano una specie di gabbia protettiva contro gli insetti e le mosche, la faccia bruciata e tumefatta. Tutti questi ricordi, li conservo nel mio cuore e negli occhi. Quando arrivarono, restammo più di ventiquattro ore consecutive a curarli qui fuori, nei giardini con i medici che venivano da Menorca, precisamente da Mahon. Fu molto impressionante!
Gli aiutammo con tutto quello che potemmo dargli per rendere loro più facile la vita qui, con tutte quelle disgrazie che avevano. Facemmo tutto quello che potemmo e conservo un grato ricordo della loro riconoscenza.
Pregavamo insieme e ho fatto per loro tutto quello che il nostro fondatore San Vincenzo de Paoli, ci raccomanda per aiutare tutte le persone che ne hanno bisogno.

Suor Demetria giovane
Suor Demetria Bragado Medina quel 10 settembre del 43 aveva diciotto anni. Dopo aver ricevuto i Voti era appena arrivata a Mahón proveniente dalla sua natia León. Si trovava all’Isola del Rey, ospite delle sue consorelle che li erano destinate come infermiere dell’Ospedale Navale, per un periodo di riposo, in attesa dell’inizio dell’anno scolastico nel Collegio San Giuseppe dove sarebbe andata ad insegnare per tutta la sua vita lavorativa. Si trovò a dover fare anche lei la sua parte in quel momento tanto drammatico e inaspettato con i nostri marinai feriti.
Attualmente, unica sopravvivente di quel manipolo di Suore della Carità, ormai ottuagenaria, continua a svolgere la sua missione educativa nel Collegio San Giuseppe e in mezzo a tanti bambini, oramai terza generazione dei suoi allievi.

Suor Demetria con una sua consorella e Valnea Tavolieri figlia di un caduto della Roma


Un Commento
sono molto contento di aver per caso trovato questo sito
ho una casa a mahon da 30 anni in anden de llevante
ed ogni anno vado a visitare nel cimitero di mah la tomba
ivi esistente ove e’ sepolto un mio conoscente.
vortei sapere il recapito della associazione in mah